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Ebraismo

Ebraismo L'Ebraismo è la prima religione monoteistica, nata oltre 4000 anni fa all'interno delle popolazioni canane e idolatre, dalla quale derivano numerosissime altre religioni. Il popolo Ebraico: antropologia e distribuzione geografica Antico popolo semitico stanziatosi alla fine del II millennio a.C. in quella parte dell’antica Siria- Palestina denominata Canaan. Il termine ebreo è relativamente recente: per le epoche più antiche si usava spesso in sua vece l’aspressione “figli di Israele”.
Una razza ebraica, cioè una popolazione caratterizzata da una unità di elementi somatici, non esiste, in quanto il popolo ebraico, per essere sparso in ogni parte del mondo, ha acquistato caratteri propri del gruppo etnico con il quale è entrato in contatto.
La mancanza e l’insufficienza di dati statistici precisi non permette un esatto calcolo della consistenza numerica e della distribuzione del popolo ebraico. Storia
Le vicende storiche di questo popolo possono fissarsi. Convenzionalmente, entro il lungo periodo di tempoche va dalla metà del II millennio a.C. giungendo fino alla definitiva conquista romana e alla capitolazione di Gerusalemme, centro politico e religioso del popolo ebraico.
Dopo questa data non è possibile parlare di una vera storia politica degli ebrei, el cui vicende, dunque, saranno quelle degli stati in cui si troveranno a vivere e di cui si troveranno e far parte.
Nei limiti convenzionali la storia del popolo ebraico la si può ugualmente dividere in tre grandi periodi.
Il primo, è quello dei patriarchi e si estende per tutta la metà del II millennio a.C. Il secondo periodo va invece dal sec. XII a.C., che coincide con l’occupazione di Canaan, al 586 a.C. anno in cui il re di Babilonia, Nabucodonosor, conquista e distrugge Gerusalemme. Il terzo periodo, infine, va dal VI-V sec. A.C:, epoca del ritorno dall’esilio babilonese, al 70 d.C.
La soria dei Patriarchi è la storia di Abramo e dei suoi discendenti, dai quali a sua volta, discenderà l’intero popolo ebraico.
Partendo dalla traversata del Mar rosso, ad opera di Mosè, si ritiene che il popolo ebraico superasse il mezzo milione di unità.
Questa moltitudine, attraversando prodigiosamente il Mar Rosso, si addentrò nell’infuocato deserto della penisola sinaitica, dove trascorse ben quarant’anni.
Durante questo lungo periodo Mosè ricevette le tavole della Legge, che sancì la rinnovata alleanza tra i discendenti di abramo e la divinità. Religione il popolo ebraico è profondamente caratterizzato dalla religione.
Tutto è visto in funzione religiosa, e i valori religiosi sono presi a norma suprema e a spiegazione ultima di tutta la realtà.
La religione ebraica si distingue d aquella degli altri popoli antichi per il suo rigoroso monoteismo, per il fenomeno del profetiamo, per la sua orientazione apertamente messianica ed escatologica, e soprattutto per l’idea di patto o di alleanza, per cui Dio è visto nontanto come il Signore trascendente che bisogna solo temere e servire, ma come l’Alleato, quasi il compagno, nella realizzazione di un progetto comune.
Di frotne al panteismo indiano, al dualismo iraniano, al politeismo egiziano e greco romano, la teologia ebraica invece afferma l’esistenza di un Dio unico, personale, eterno, onnipotente e giusto.
Il mondo e tutti gli esseri esistenti sono opera della sua parola e della sua potenza, e obbediscono ai disegni della sua provvidenza.
Il codice ebraico per eccellenza è la Bibbia, che narra la rivelazione di Dio ed Abramo, Mosè e ai profeti; contiene la Legge o Torah, cui deve ispirarsi la condotta individuale e sociale, publica e privata del popolo ebraico.
Alla base della morale ebraica sta il concetto di libertà: essa spiega la prevaricazione degli angeli e dei primi uomini, e rende meritoria la fede e l’obbedienza dei buoni.
Le singole prescrizioni non sono giustificate dai motivi etici o razionali, ma dalla volontà di Dio, arbitro dell’universo.
La morale dela religione ebraica è stata riassunta nei dieci recetti del Decalogo, che Mosè ha promulgato nel deserto in nome di Dio.
I dettami della legge naturale vengono così interpretati come espressione diretta della volontà divina.
Profondo è stato l’influsso anche nella vita sociale. Mentre presso altri popoli la terra era considerata proprietà esclusiva del Re o di certe classi sociali, il popolo ebraico divise la terra promessa in parti uguali fra tutte le tribù e famiglie; e per impedire sperequazioni troppo stridenti, venne istituito l’anno sabbatico, in cui le proprietà alienate tornavano ai loro primitivi proprietari.
Anche il governo civile era spiccatamente teocratico: cioè il re era considerato come rappresentante di Dio  e l’esecutore della sua volontà.
Le concezioni religiose della religione ebraica esercitarono un forte influsso anche sulla condizione sociale delle donne, dei fanciulli e degli schiavi.
Il culto, durante tutto il periodo dei Re, consisteva essenzialmente nella celebrazione dei sacrifici, accompagnata dai riti e preghiere che avevano luogo ordinariamente nel tempio di Gerusalemme.
Dopo la cattività di Babilonia e ai tempi di Gesù, assistiamo a una doppia liturgia: una si svolgeva nel Tempio e comprendeva la recita dei dieci comandamenti, la lettura di passi della Legge, canti di salmi e offerta del sacrifico; un’altra liturgia si svolgeva nella sinagoga  e comprendeva alcune preghiere, la lettura della Bibbia e il commento della Legge.
Tra le feste della religione ebraica, alcune datavano da prima dell’esilio, come la  Pasqua che ricordava la liberazione dall’Egitto, la Pentecoste (festa della mietitura), la festa dei Tabernacoli ( per i raccolti d’autunno) e la festa dell’Espiazione (o kippur).
Tra le feste postesiliche, possiamo ricordare: la Purim, per la liberazione della schiavitù di Babilonia, la festa della Dedicazione del Tempio, la festa delle trombe o capodanno.
La storia religiosa degli ebrei conosce periodi di grande splendore e purezza con Abramo, Mosè i Re e i Profeti; alcune verità, inizialmente solo accennate, si sono poi sviluppate e chiarite.
Tutta la storia della religione ebrea va spiegata in funzione della missione che essi avevano ricevuto da Dio: mantenere vivi, in mezzo al mondo pagano, i concetti fondamentali della religione rivelata.
In questo seno, la religione degli ebrei è veramente la base del cristianesimo, che viene non per soppiantare ma per “completare”. Letteratura e Diritto
Tutta la produzione letteraria dell’Antico Stato di Isdraele è stata raccolta nella bibbia.
Da un punto di vista puramente letterale, gli studi e le ricerche archeologiche hanno portatoun contributo notevole nello studio dell’Antico Testamento.
La creazione dell’universo e la storia del diritto universale hanno trovato nelle antiche letterature mesopotamiche sorprendenti paralleli, anche se le narrazioni bibliche offrono per lo più aspetti di grnade vigoria e di grande originalità.
Oltre all’Antico Testamento, scarsissimi, quasi inesistenti, sono i documenti dell’antica letteratura ebraico.
Notissimo è il cd. Calendario di Ghezer, che è, in realtà, una filastrocca dedicata al ciclo annuale dei lavori agricoli.
Di ben altro impiego sono le composizioni letterarie – liriche e didascaliche- che i ritrovamenti nel Mar Morto hanno portato a conoscenza. Come per la letteratura, anche per il diritto gli studi orientalistica degli ultimo 100 anni hanno rivelato molteplici eprecisi rapporti tra il dirito ebraico e i diritti degli altri popoli del vicino Oriente antico. Tali rapporti sono evidenti, in particolare, tra la legislazione mosaica e la legislazione di Hammurabi.