Confucianesimo

Complesso di credenze riti e costumi fondati sull’antica saggezza cinese e associati al nome i Confucio, filosofo, uomo politico.
Tale religione o meglio corrente di pensiero è più conosciuta, in Cina, col nome di "scuola dei letterati" (
rujia), termine senz'altro più corretto.
Confucio fu il sistematore, in un periodo di crisi e di particolare tensione della storia cinese della concezione del mondo e dei rapporti sociali venutisi a formare nell’antichità più remota. Il confucianesimo ebbe anche altri maestri oltre a Confucio - come Mencio (372-289 a.C.), Xunzi (289?-238? a.C.) e Zhu Xi (1130-1200 d.C.) - ma a lui comunque va il merito di avere fissato, per la prima volta, il canone dei libri classici sui quali si è fondata tutta la speculazione successiva. Con
l'avvento della dinastia Sung (960-1279 d.C.) il pensiero confuciano entrò nella sua nuova e ultima fase di elaborazione. A partire dal XII sec. sorge praticamente il "neo-Confucianesimo", in direzione del panteismo e sotto l'influenza del Taoismo e del Buddismo.
È spesso difficile distinguere il pensiero confuciano dalle precedenti idee filosofiche e religiose sull'origine del mondo e dei rapporti tra le cose.
Secondotai orientamenti dottrinali, il mondo avrebbe origine dalla lotta reciproca e dall'unione di due principi fondamentali,
yang e
yin, rispettivamente principio maschile e principio femminile. Yang, principio positivo, maschile, è il principio della forza, della luce e di tutto ciò che può esservi ricondotto; yin è il suo contrario, principio femminile, negativo, dell'oscurità e della debolezza in genere.
L'uno, però, non può fare a meno dell'altro né esserne completamente separato: il primo presuppone il secondo e viceversa, senza che mai uno dei due possa ottenere una vittoria definitiva o prevalere escludendo il suo contrario dialettico.
La figura di Confucio
Confucio è il nome latinizzato di Kung Fu Tse (maestro Kung), nato nel 551 a.C. a Lu, l'odierna Qufu, nello Shandong.
Confucio storico insegnante, letterato fu ministro e saggio con un seguito di cinquemila seguaci, riverito da tutti.
I suoi tentativi di mediazione politico-filosofica fallirono ben presto, risultò poco incisiva l’idea di conciliare gli ideali pre-feudali (ad es. di benevolenza e pietà filiale) con quelli tipici della sua epoca, dominata da forti contrasti territoriali e politici che portarono allo smembramento del suo regno in diversi Stati feudali.
Deluso e disgustato tornò all'insegnamento privato, peregrinando nei diversi Stati della Cina, raccogliendo discepoli sempre più numerosi (fino a tremila, dice la tradizione) e dedicandosi alla raccolta di testi antichi
Egli diceva infatti che "il diritto di governare non l'hanno i nobili di nascita, ma soltanto chi ha capacità e nobile comportamento".
L'estrema fiducia nei mezzi della persuasione ragionata portò Confucio e molti suoi discepoli, per non pochi secoli, a disprezzare l'attività militare, determinando così la debolezza della Cina di fronte alle invasioni dei mongoli.
Opere
Le opere su cui si basa la scuola confuciana sono i Cinque Classici:
Il libro delle mutazioni (Yi-ching), il più antico dei classici;
il libro delle Odi (Shih-ching) raccolta di canti popolari attribuita ai fondatori della dinastia Chou;
il libro deiDocumenti (Shu-ching) antologia di editti e di atti ufficiali raccolti secondo tradizione dai sovrani Chou, riordinati da Confucio;
Memorie dei Riti (Li-chi) contenente atti propiziatori per la fertilità della terra, culto degli antenati;
Primavere e autunni (Ch’un-ch’iu) libro storico contenente la cronaca dello Stato di Lu.
Oltre ai Cinque classici anche i Quattro Libri non sono opera di Cofucio di questi il
Mengzi, riferisce esplicitamente i discorsi e le idee d'uno dei maggiori continuatori del suo pensiero, gli altri, cioè la "Grande scienza" (
Daxue), il "Giusto mezzo" (
Zhongyong) e i "Dialoghi" (
Lunyu). Quella che dovrebbe essere l'opera dalla quale potrebbe emergere più chiaro il pensiero di Confucio, cioè i "Dialoghi" , manca di ogni sistematicità, ed anche i titoli che i commentatori hanno voluto dare ai diversi capitoli corrispondono solo parzialmente al contenuto. Lo stesso può dirsi di un'altra opera che, anche se non inserita tra i libri del canone confuciano, è ugualmente autorevole, i "Discorsi familiari di Confucio" (
Kongzi jiayu).
Dottrina
Confucio non volle né essere un riformatore religioso (credeva nel Dio Cielo) né pronunciarsi sulla sopravivenza dell’anima.
Il confucianesimo più che una religione lo si può definire una sintesi organica della tradizione con lo scopo di formare uomini saggi.
Il confucianesim assume un carattere ufficiale solo alcuni secoli dopo la morte di Confucio,quando, per decreto dell’imperatore Wu Ti 156-187 d.C, venne dichiarato fondamento dello Stato.
I concetti religiosi su cui si basa il Confucianesimo portano a credere nel Cielo, concepito come entità suprema, negli spiriti, esseri indivisibili e potenti, partecipanti al governo universale del Cielo chiamati dunque Spiriti celesti e terrestri in base alle loro attribuzioni, infine all’anima umana, composta di una parte spiritale o Shen e di un’alta parte quasi materiale o P’o, e al culto degli antenati.
Essere virtuosi, per Confucio, significa avere autocontrollo, moderazione e saper agire con giustizia, a imitazione degli antichi, che non avevano leggi esteriori costrittive e che consideravano l'amore per il prossimo non un semplice dovere ma un'esigenza vitale.
Prima di ricercare dio (che coincide col "cielo"), l'uomo deve conseguire questi prerequisiti umani attraverso l'educazione e l'autoeducazione.
L'uomo impara ad essere autentico, secondo Confucio:
- nella famiglia. Il figlio apprende la pietà filiale: deve al padre rispetto e sostegno nella vecchiaia, mentre il padre gli assicura protezione e lo aiuta a formarsi.
- nella società civile, ove si apprendono e si applicano la giustizia, l'altruismo, la compassione e soprattutto la benevolenza (che sta alla base di tutte le virtù).
- nello Stato, ove i sudditi (specie i funzionari statali) sono tenuti alla lealtà-fedeltà, a condizione naturalmente che il sovrano governi con virtù e non con lassismo e corruzione o tramite la rigorosa applicazione delle leggi.
In pratica i confuciani concepivano lo Stato come una grande famiglia al cui vertice stava il re ("mandato dal cielo"), mentre più in basso tutti osservavano i diritti-doveri della loro condizione sociale, secondo un codice prestabilito che regola i rapporti tra signore e vassallo, tra padre e figlio, tra il primogenito e gli altri fratelli, tra marito e moglie, tra amici e compagni.
I due concetti-chiave del Confucianesimo sono il rito e la benevolenza: entrambi presuppongono il retto agire e il buon governo. I "riti" sono la forma dell'agire, la "benevolenza" ne è il contenuto. Il rito dipende dalla benevolenza: senza questa diventa formale, vuoto, falso.